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Ambulanza
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Lmwcq'mwcgambulanza, o più specificatamente mwcwautoambulanza, è un mwdaveicolo adibito al soccorso e al trasporto di feriti, ammalati, e infortunati.

Nei secoli precedenti, il termine era utilizzato per i carri militari destinati al trasporto dei feriti, ma anche per indicare gli ospedali da campo o di fortuna, allestiti durante la battaglia.

Contents

Storia
Italia
Note

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Storia

Risalgono al mwhwIX secolo, sotto il regno dell'imperatore mwiaLeone VI il Saggio, le prime notizie storiche circa una speciale organizzazione militare, dedicata al trasporto e alla cura dei feriti, nell'esercito dell'mwiqImpero romano d'Oriente.

Nel mwiw1124, durante la tentata invasione della mwjaFrancia, da parte delle truppe germaniche al comando dell'imperatore mwjqEnrico V, venne formata una grande coalizione francese che mise a disposizione di mwjgLuigi VI di Francia un esercito imponente. È in questa formazione militare che si ha notizia di un reparto pensato per il soccorso ai feriti che comprendeva carri per il trasporto dal campo di battaglia e una serie di carriaggi attrezzati. Questi ultimi erano dotati di materiale per le medicazioni, acqua, vino e altri generi di conforto e venivano posizionati in cerchio, allo scopo di delimitare e proteggere un'area entro la quale si potessero apportare le cure del caso, in relativa tranquillità. Da quel sistema nacque il duplice significato di "ambulanza" per definire sia il carro da trasporto feriti, sia l'mwjwospedale da campo, rimasto in uso fino all'inizio del mwkaXX secolo.

Nel mwkgXIII secolo, quando si diffusero le prime lettighe, trasportate a mano. Fu però il barone mwkwDominique-Jean Larrey, chirurgo mwlafrancese al seguito dell'armata mwlqnapoleonica, ad introdurre il moderno concetto di ambulanza come mezzo adibito al trasporto dei feriti sui campi di battaglia.

L'evoluzione di questo tipo di veicoli procedette di pari passo con il perfezionamento del mwlwsoccorso sanitario sui campi di battaglia della mwmaguerra di Crimea (mwmq1854-mwmg1856), durante la quale ogni paese cominciò a sviluppare tecniche di soccorso differenti. Il sistema che riscosse più successo fu quello che mwmwFlorence Nightingale mise a punto per l'esercito inglese e che riconosceva che mwna"un trasporto soddisfacente di ammalati e feriti è il primo requisito per salvare loro la vita". Tale fu la portata di questa innovazione che persino gli eserciti russo e il neonato statunitense lo presero a modello.

Fra le prime istituzioni a dotarsi di un'ambulanza a motore fu la mwngVenerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze che l'11 maggio del 1911 inaugurò il suo primo esemplare.cite-ref-1[1]

Lo sviluppo dei metodi di soccorso e dei veicoli adibiti all'uopo continuarono fino a una nuova "rivoluzione": durante gli anni della mwpaguerra del Vietnam, l'esercito statunitense contribuì ad un ulteriore sviluppo dei mezzi di soccorso, utilizzando in particolare l'mwpqelicottero di soccorso per evacuare i feriti da zone impervie e difficilmente raggiungibili in altra modalità.

Il 1 marzo 1982 a Firenze presso la Misericordia di Badia a Ripoli prende avvio il servizio di ambulanza con medico a bordo che successivamente ha visto successive evoluzioni, inclusa la costituzione delle auto con medico (automedica). cite-ref-2[2]

Con lo sviluppo dei mezzi di soccorso, quindi, si è evoluta la nozione di veicolo adibito al trasporto feriti, fino a comprendere mwraelicotteri, autobus e navi, come per esempio a mwrqVenezia, dove le ambulanze, di norma, sono imbarcazioni dette mwrgidroambulanze.

Presidi e dotazioni sanitarie

Le dotazioni minime dei mezzi di soccorso sono stabilite sia dalla normativa dei vari Stati del mondo, ad esempio l'mwtqUnione europea ha stabilito una dotazione minimacite-ref-3[3] sia da Leggi nazionali e locali, e possono quindi variare ampiamente tra diverse realtà e tra le diverse tipologie di mezzo. Tuttavia, in generale, le principali dotazioni di bordo delle ambulanze di soccorso rispettano normative regionali e comprendono presidi medicali ed elettromedicali tra cui:

• materiale per medicazione e primo soccorso: mwvacerotti, mwvqbende e mwvggarze sterili e non sterili, forbici, mwvwcoperta isotermica, mwwadisinfettante, mwwqsoluzione fisiologica e mwwgacqua ossigenata;
• kit di mwxarianimazione: mwxqdefibrillatore semiautomatico, mwxgaspiratore, forbice taglia-abiti, mwxwcannule oro-faringee e mwyapallone autoespandibile (AMBU);
• materiale per l'mwygossigenoterapia: mwywmascherine con mwzareservoir e bombole, sia fisse sia portatili
• materiale di autoprotezione dei soccorritori: guanti, mascherine, occhiali di protezione, mwzgcamici sterili e tute protettive
• semplice materiale diagnostico, tra cui mwaasfigmomanometro, mwaqfonendoscopio, mwagsaturimetro, pila ottica e monitor multiparametrico.
• presidi di immobilizzazione dei traumi: mwbasteccobende, mwbqcollarini cervicali, mwbgbarella cucchiaio, mwbwtavola spinale con mwcaragno e mwcqfermacapo, mwcgestricatore (KED), mwcwmaterassino a depressione
• presidi per il trasporto dei pazienti: mwdqbarella, mwdgbarella cucchiaio, mwdwsedia portantina, mweacoltrino e mweqtavola spinale.

In caso di presenza a bordo di personale medico-sanitario la strumentazione di bordo viene ampliata con elettromedicali specifici, come il mwewdefibrillatore manuale, e con una serie di farmaci sia generici sia specifici per il paziente trasportato.

Nel comparto guida, inoltre, sono usualmente presenti i sistemi di radiocomunicazione, i comandi per l'attivazione dei lampeggianti, della sirena e dei fari di illuminazione esterna, un mwfqestintore, attrezzi da lavoro, torce e fiaccole antivento e i fumogeni di segnalazione in caso di intervento con l'mwfgelisoccorso.cite-ref-4[4]

Al 2025, alcuni Paesi europei stanno sperimentando l'adozione della mwhaTAC già a bordo delle ambulanze per il trattamento tempestivo dell'mwhqictus, in cui la variabile tempo gioca un ruolo decisivo.cite-ref-5[5] Le immagini sono visionate da remoto da uno specialista, mentre il personale a bordo del mezzo somministra l'attivatore tissutale del plasminogeno, effettua test laboratoristici point-of-care e il mwigmwiwtriage per identificare i pazienti candidabili a trombectomia.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]

Ambulanze militari

Le mwnaConvenzioni di Ginevra stabiliscono l'inattaccabilità dei mezzi di trasporto sanitario (autoambulanze, mwnqtreni ospedali, mwngaeromobili sanitari e le mwnwnavi ospedale) e delle strutture di soccorso.

Per usufruire di tale protezione, le ambulanze sia civili che militari, così come tutti gli altri mezzi di soccorso, devono esporre uno degli emblemi protettivi previsti dalle convenzioni stesse (mwoqCroce rossa - Mezzaluna Rossa e dal 2005 il mwogCristallo Rosso in campo bianco); in tal caso l'emblema della mwowCroce Rossa svolge una mwpafunzione protettiva. L'uso di tale emblema è previsto per le unità sanitarie delle Forze Armate e della Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ma potrà essere esteso ad altre associazioni appositamente autorizzate e posto sotto il controllo dei governi firmatari. In caso di conflitto armato anche gli stessi veicoli della mwpqCroce Rossa esporranno l'emblema nella sua forma pura e più grande, sostituendo o affiancando l'emblema di dimensioni più piccole utilizzato in tempo di pace, con mwpgfunzione distintiva ad indicare la specificità delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Solitamente, le ambulanze militari degli stati aderenti alle Convenzioni di Ginevra adottano il simbolo protettivo permanentemente. Nessun mezzo di trasporto sanitario ancorché allestito su scafo corazzato o destinato precedentemente al combattimento può essere dotato di equipaggiamenti offensivi tipici dei veicoli da combattimento e nell'impiego dovrà comunque astenersi da qualunque atto di violenza bellica: non è concessa loro nessuna capacità offensiva.

Nel mondo

Sono diversi i sistemi di classificazione associati alle ambulanze; la mwqgnormativa europeacite-ref-8[8], ad esempio, prevede la loro suddivisione in tre categorie in funzione dell'uso che deve esserne fatto:

• tipo A, mwtqautoambulanza per il trasporto di pazienti, attrezzata per il trasporto di pazienti non gravi, divisa a sua volta in

• tipo A1: adatta per il trasporto di un singolo paziente
• tipo A2: adatta per il trasporto di uno o più pazienti su barella/e e/o sedia/e;

• tipo B, mwugautoambulanza per il pronto soccorso, per il servizio di emergenza e per il trasporto, il trattamento di base ed il monitoraggio dei pazienti gravi;
• tipo C, mwvaunità mobile di terapia intensiva, per il trasporto, il trattamento avanzato ed il monitoraggio dei pazienti gravi; questo mezzo di trasporto viene anche chiamato mwvqcentro mobile di rianimazione.

Ogni ambulanza è divisa tra il compartimento guida, occupato dall'autista e da un eventuale passeggero, e il vano sanitario posteriore, che viene occupato dai soccorritori e dai pazienti trasportati. Il vano sanitario deve essere separato dalla cabina di guida mediante un divisorio, in cui possono essere inseriti vetri di sicurezza e una porta o uno sportello a chiusura scorrevole a perfetta tenuta.

Italia

In mwwqItalia la costruzione delle ambulanze è regolamentata dal Decreto Ministeriale 553 del 1987cite-ref-9[9], che ne individua tre tipologie:

• tipo A, mwyaautoambulanza di soccorso, attrezzata per il trasporto di infermi o infortunati e per il servizio di pronto soccorso 118, dotate di specifiche attrezzature di assistenza;
• tipo A1, mwygautoambulanza di soccorso per emergenze speciali con contenute caratteristiche dimensionali destinato ad operare nei centri storici ed in altre circostanze definite dal competente Ministero della sanità ( allegato tecnico al D.M. del 20.11.1997 N 487)
• tipo B, mwzaautoambulanza di trasporto, attrezzata essenzialmente per il trasporto di infermi o infortunati, con eventuale dotazione di semplici attrezzature di assistenza.

Da notare che il D.M. 553 non individua la tipologia Unità di terapia intensiva.

Le ambulanze di soccorso vengono usualmente categorizzate, in base all'equipaggio e ad alcune strumentazioni particolari presenti a bordo, in:

• mw0qMSB, mw0gMezzi di Soccorso di Base con a bordo solo mw0wsoccorritori e dotate dei presidi per il soccorso di base, in alcune Regioni è classificato MSB anche l'ambulanza infermieristica. Essendo la materia di competenza delle singole regioni, il numero minimo di soccorritori che deve comporre l'equipaggio può variare tra due e tre, eventualmente integrati da altri soccorritori in corso di formazione; per la stessa ragione, anche i requisiti formativi minimi sono molto variabili tra regione e regione;
• mw1qMSI, mw1gMezzi di Soccorso Intermedio o mw1wInfermieristico con a bordo, oltre ai soccorritori (di cui uno nelle vesti di autista) anche un mw2ainfermiere, solitamente con formazione di area critica;
• mw2gMSA, mw2wMezzi di Soccorso Avanzato con a bordo soccorritori (di cui uno nelle vesti di autista), un mw3ainfermiere e un mw3qmedico entrambi specializzati in anestesia-rianimazione; sono spesso attrezzate con presidi sanitari di competenza medica, come ad esempio un mw3gdefibrillatore manuale o il necessario per l'mw3wintubazione.
• Da pochi anni si sta diffondendo sempre più il sistema dell'invio di mw4qautomedica, un'autovettura che trasporta il medico del Servizio di Emergenza Territoriale direttamente sul posto, la quale va ad affiancarsi nell'intervento al mezzo MSB o MSI allo scopo di massimizzare la qualità e la velocità del servizio e di garantire ulteriore dinamicità alla figura del medico sul territorio di sua competenza.
• Dal 2021 L'ARES 118 (Azienda Regionale per l'Emergenza Sanitaria della regione Lazio) ha sostituito la denominazione della categoria dei propri mezzi e dei mezzi in convenzione; i mezzi MSA sono stati denominati ASM (ambulanza soccorso medicalizzata) mentre i mezzi MSB sono stati denominati ASI (ambulanza soccorso infermieristica), resta invariata l'AM (automedica).

Un'ulteriore tipologia di ambulanza è denominata "mw5aCentro Mobile di Rianimazione" o "Unità Mobile di Terapia Intensiva", ospita a bordo attrezzature ed elettromedicali dedicati a un'assistenza avanzata per monitore pazienti in condizioni critiche al pari di un "normale" reparto ospedaliero di Terapia Intensiva, e a bordo del mezzo di soccorso vi si trovano 1 o 2 soccorritori (uno dei quali Autista) appositamente addestrati e formati a questa tipologia di servizio forniti dalla Associazione o Ente proprietaria della Ambulanza, un Medico Rianimatore proveniente spesso da un reparto ospedaliero di Terapia Intensiva o dal Pronto Soccorso e un Infermiere di area critica appositamente addestrato. Questa tipologia di ambulanza, normalmente non è utilizzata per espletare il servizio di 118, ma è utilizzata come vero e proprio reparto di rianimazione mobile durante trasferimenti anche di lunga percorrenza tra ospedali.

Le dimensioni minime del vano sanitario delle ambulanze di tipo A sono, con l'esclusione delle attrezzature e degli arredi:

• lunghezza 2,40 m e larghezza 1,60 m, misurate ad un metro di altezza dal piano di calpestio.
• altezza 1,75 m, misurata in una fascia centrale ampia 90mw6q cm, lunga 2 m e di superficie pari a 2,4 mmw6g2).

Nelle autoambulanze di tipo B il compartimento sanitario deve essere capace di contenere, tenuto conto delle esigenze del trasporto, almeno una mw7abarella a norma mw7qUNI di dimensioni non inferiori a 1,85 per 0,56 m.

La normativa sulle caratteristiche delle ambulanze comprende anche un successivo decreto del mw7w1997cite-ref-10[10] che aggiorna e integra il precedente, definendo le mw9aambulanze di soccorso per emergenze speciali come veicoli adibiti al trasporto, al trattamento di base e al monitoraggio dei pazienti.

Tra queste ricadono le autoambulanze di soccorso di proprietà o in uso al servizio mw9g118 - Emergenza Sanitaria delle mw9wASL, ad mw-aospedali, cliniche, mw-qCroce Rossa Italiana o ad associazioni di pubblica assistenza o volontaristiche riconosciute, come ad esempio mw-gANPAS, mw-wMisericordie o mw-aCroce Bianca Milano.

Il colore delle ambulanze deve essere bianco; i mezzi devono avere lungo tutto il perimetro una fascia di pellicola retroriflettente vinilica autoadesiva di colore arancione e il simbolo internazionale del soccorso mw-gmw-wStella della vita con fondo di colore azzurro e retroriflettente su ogni fiancata nonché anteriormente e posteriormente, dove deve essere inoltre presente la scritta mwaqaspeculare AMBULANZA. Le ambulanze della mwaqeCroce Rossa Italiana, con targa ministeriale CRI, hanno invece la banda laterale riflettente rossa e la mwaqicroce rossa sui tre lati, al posto della stella della vita.

Le ambulanze devono essere dotate infine di un mwaqgdispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu e di quello di allarme previsti dall'articolo 177 del mwaqkcodice della strada: si tratta dei lampeggianti blu omologati presenti su tutti i mezzi di emergenza e di una mwaqosirena bitonale, con "melodia" uguale a quella dei mwaqsvigili del fuoco ma diversa rispetto a quella delle mwaqwforze dell'ordine.

Note

cite-note-11. mwarmSilvia Nanni, mwarqLa carità a motore. Dalla zana al carro lettiga - come nacque la prima ambulanza, Firenze, Edizioni Clichy, 2017.
cite-note-22. mwargmwarkmwaroLa nostra storia - Misericordia di Badia a Ripoli, su mwarsMisericordia Badia a Ripoli. mwarwURL consultato il 2 luglio 2025.
cite-note-33. mwasamwaseCEN,mwasi art. 6.5.
cite-note-44. mwasyEmilio Piervincenzi, mwascmwasgAmbulanza a secco e il ferito muore, in mwaskmwasola Repubblica, 20 novembre 1991, p.mwass 21.
cite-note-55. mwas8Tiziana Oberti, mwatamwateLiguria prima in Italia per il trattamento dell’ictus. Il futuro? Ambulanze con la Tac, su mwatiwww.primocanale.it, 7 aprile 2025. mwatmURL consultato l'8 aprile 2025 mwatq(mwatuarchiviato l'8 aprile 2025).
cite-note-66. mwatkGiacomo Sebastiano Canova, mwatomwatsUnità mobili per ictus migliorano gli esiti dei pazienti trattati, su mwatwNurse24.it, 18 settembre 2021. mwat0URL consultato il 9 aprile 2025.
cite-note-77. mwaueJames C. Grotta, Jose-Miguel Yamal e Stephanie A. Parker, mwauimwaumProspective, Multicenter, Controlled Trial of Mobile Stroke Units, in mwauqNew England Journal of Medicine, vol.mwauu 385, n.mwauy 11, 8 settembre 2021, pp.mwauc 971–981, mwaugDOI:mwauk10.1056/NEJMoa2103879. mwauoURL consultato il 9 aprile 2025.
cite-note-88. mwau4mwau8CEN,mwava art. 3.3.
cite-note-99. Ministero della Salute, mwavqmwavuNormativa tecnica e amministrativa relativa alle autoambulanze, n. 553 del 17 dicembre 1987
cite-note-1010. Ministero dei Trasporti e della Navigazione, mwavkmwavoRegolamento recante la normativa tecnica ed amministrativa relativa alle autoambulanze di soccorso per emergenze speciali, n.487, 20 novembre 1997

Bibliografia

• mwav4Pierfrancesco Mainetti, Alessandro Sannia, Le ambulanze italiane, Brescia, Fondazione Negri, 2003, ISBN 978-88-89108-09-3. URL consultato il 23 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2007).
• citerefcenCEN, Veicoli medici e loro equipaggiamenti – Autoambulanze, EN 1789:2007.
• Silvia Nanni, mwawiLa carità a motore. Dalla zana al carro lettiga - come nacque la prima ambulanza, prefazione di Maurizio Naldini, introduzione di Barbara Maria Affolter, Firenze, Edizioni Clichy, 2017, ISBN 978-88-6800-054-7

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itambulanza, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• mwaxgPiefrancesco Mainetti, AmbulanzeStory - La Storia dell'Ambulanza, su ambulanzestory.it. URL consultato il 23 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2013).